Apocalittici integrati 2.0

 Il modello.



  • Forse mi avrai già riconosciuto – disse il ragazzo nerboruto, non appena la ragazza entrò nella camera d’albergo – lo so è il mio dramma, il mio volto è dappertutto. Sai non è facile vivere in questo modo, molti credono che sia una vita invidiabile, la mia. Certo, non lo nego fare il modello di intimo e l’influencer ti offre grossi guadagni e ti permette di girare il mondo. Ma girarlo davvero e alla grande: Hotel a cinque stelle, champagne, droghe a volontà. A proposito ho un po’ di coca se ti va. Donne che ti saltano letteralmente addosso, uomini che sono disposti a staccare assegni a cinque zeri per venire a letto con te.  Pensa ho più di tre milioni di follower su Instagram. La gente mi segue, ascolta i miei consigli che sono sempre spontanei e veritieri. Cerco di essere sempre me stesso, dico sempre ai miei ragazzi che ciò che conta è una dieta sana e costante esercizio fisico. Sono me stesso quando sono su Instagram. Infondo sono rimasto un ragazzo semplice io.  Certo alcune volte qualche casa di moda mi chiede di indossare questo o quel maglione, o questa o quella marca di lingerie e io non posso rifiutarmi, ma come dicevo, resto sempre me stesso.  Pensa, qualche giorno fa un ragazzino indiano di quindici anni, mi ha mandato le sue foto e ha detto che voleva diventare un modello come me, che io ero il suo eroe. La cosa ovviamente mi ha riempito di gioia. Il ragazzo era davvero un po’ cicciottello e devo dire che non aveva proprio la stoffa per fare il modello. Alle volte è anche una questione di genetica, cioè o ci nasci oppure è meglio lasciar perdere. Ma come potevo io infrangere il suo sogno?  Sono stato estremamente gentile. Gli ho detto innanzitutto di fare una dieta rigorosa a base proteica e poi di fare molto esercizio fisico. Ovviamente, non potrà mai diventare un modello, c’aveva un naso e due occhi che lo facevano assomigliare ad un piccolo ratto, simpatico, ma pur sempre un ratto. Ma come potevo io distruggere i suoi sogni?  Tutt’al più che era un ragazzino indiano e quelli lì a Banckog fanno la fame. Vivono in favelas che sono case di compensato senza nemmeno il riscaldamento, come potevo rovinare i suoi sogni, come? Io sono sensibile a queste cose, anzi un giorno, mi sono detto, quando avrò denaro a sufficienza, creerò la mia fondazione, per salvare questi morti di fame. Il mondo è davvero ingiusto.

Ah, dimenticavo, se hai un profilo Instagram, se ti va puoi aggiungermi.

La ragazza aveva appena chiuso la porta della stanza e aspettava paziente la fine del monologo non richiesto. Ma a quanto pareva, il ragazzo non desisteva. E,             inoltre, essendo lui del tutto sprovvisto  del concetto di prossemica ( oltre che ovviamente ignorarne completamente il significato), praticamente le stava inchiodato davanti: un gigante di un metro e novanta a pochi centimetri dal suo corpo minuto che, nonostante i tacchi, raggiungeva appena il metro e sessantacinque.

  •  Ho firmato da poco un contratto con Armani, un mucchio di soldi, anche questo molto bello, tra qualche mese mi potrai vedere sui tabelloni di mezza Italia, potrai dire alle tue, ehm, come dire, “colleghe”, che sei stata con uno come me. Ovviamente non posso permetterti di fare foto di nessuna sorta, anzi il mio agente mi ha detto di farti firmare questo documento, dove prometti di non divulgare nessuna informazione sul mio conto, o qualcosa del genere. Cioè, di sta roba io non me ne intendo, faccio fare tutto al mio agente, anche se lui dice che devo starci più attento, dice che ha visto brillanti carriere finire dritte al cesso per una foto o un video sbagliate.  Facciamo così, ecco prendi questo documento, così ci togliamo il pensiero…

La ragazza appose la sua firma, poi si tolse il cappotto e si accomodò sul letto, quei tacchi incominciavano a darle il tormento.

  • Vedi come stavo dicendo ci sono tante belle cose in ballo eppure devi stare sempre a tutelare la tua privacy, devo girare sempre con gli occhiali da sole e con un cappellino. Certo non sono Tom Cruise, ma il mio agente dice che ne ho la stoffa, dice “tra un po’ proveremo il grande balzo” cioè il cinema.  Non che io sia davvero interessato, non ho mai recitato in vita mia, però sai com’è, il cinema è sempre il cinema, infatti c’ho un insegnante privato d’inglese con cui faccio lezioni quattro volte a settimana. Adesso siamo al Past perfect e io già non ci capisco un cazzo. Comunque, una fatica mortale. Tra la palestra, la dieta, i social network sui cui devo postare almeno una foto al giorno, secondo contratto.  Come dico sempre ai miei amici del paese: Ragazzi voi pensate che il mio lavoro è una figata bestiale, ma guardate che c’è un mucchio di lavoro dietro. E poi ci sono gli Haters, soprattutto su Facebook. Cerco di usarlo il meno possibile. Lì, l’invidia dilaga. Voglio dire non sei felice per la tua vita, fattene un’altra, perché te la devi prendere con uno come me che sono solo un bravo ragazzo di provincia.  Uno, una volta, mi ha augurato un cancro alla prostata e una morte lenta e dolorosa. Un altro mi ha detto che ero un frocione e mi dovevo infilare una scopa su dritto per il culo e andarmene affanculo. Un altro mi ha detto che per uno come me ci sarebbe bisogno dei lavori forzati. Per fortuna che ci sono le adolescenti che mi mettono solo cuoricini
  •     …  E io sono un ragazzo sensibile. Cioè ci sto male. La gente pensa che se sei famoso, allora hai tutto. Ma non è vero
  •  A volte mi capita di mettermi a piangere senza nessuna ragione. Cioè, così all’improvviso. Una volta stavo nel camerino, prima di uno shooting, e mentre la truccatrice mi stava facendo i capelli, all’improvviso mi sale su sta tristezza che non so manco da dove viene. Una tristezza immensa e senza senso, che mi arriva su fino alla gola e poi non riseco a trattenere le lacrime. Un po’ mi sono vergognato. Un maschio come me, un metro e novanta di altezza per ottanta chili di peso, che si mette a piangere, come una femminuccia? Per fortuna le truccatrici   sono state comprensive con me. Mi hanno subito dato dei fazzolettini e mi hanno detto di respirare lentamente. Lo sanno che questo ambiente è davvero brutto e difficile. Le ore di posa, i fotografi che sono sempre rozzi e aggressivi e ti trattano manco fossi un manichino. Poi ci sono le modelle anche quelle proprio non te le raccomando.  Tutte cocainomani e tutte frigide. Il mio agente me l’ha sempre detto “tieniti lontano da quelle stronze”. Eppure, sai com’è passi tutto quel tempo con loro, alla fine una cosa tira l’altra e ci finisci a letto.  Sono stato con una molto famosa, ovviamente non posso farti il suo nome, le ho chiesto di fare una cosa per me quando eravamo nella fase clou, cioè hai capito quando stavamo per farlo. Si è imbestialita e mi ha detto: you are a pervert! Poi si è rivestita e se n’è andata. Era americana ovviamente, le americane sono le più schizzinose. Manco le avessi chiesto di fare chissà che cosa.
  • A volte mi viene da piangere pure mentre guido. Lì è ancor peggio perché sono solo e non ho nessuno. Allora fermo la macchina e aspetto che mi passi. Ma non mi passa. E allora chiamo il mio agente, il quale mi dice di prendermi un sedativo e di non fare il frocio.  
  • Lo so a questo punto ti starai chiedendo perché uno come me, con la mia faccia e con il mio corpo, con più di tre milioni di follower su Instagram e con ragazze che sarebbero disposte a fare qualsiasi cosa per avere un semplice selfie con me. Con i Gay che non sai che porcherie mi dicono su Instagram.  A quanto pare sono molto popolare anche nella comunità Gay, anzi secondo le ultime statistiche pare che piaccia più ai gay che non agli eterosessuali. A me sta cosa non è che mi faccia impazzire, il mio agente dice che non conta, l’importante è aumentare il numero di follower. Pensa che lui è pure cattolico e i finocchi gli danno il voltastomaco.  Io, sono di più larghe vedute, d’altronde nell’ambiente in cui lavoro ce ne sono a vagonate. Ti piace prenderlo nel culo non sono affari miei, io non ti giudico, certo non è che la cosa mi pare davvero naturale, cioè non so se credo in dio, però penso che se siamo venuti al mondo come uomini e donne, ci sarà pure una ragione …

La ragazza lo guardava e provava una strana sensazione. Seduta sul letto lo ascoltava, come le era capitato milioni di altre volte con altri uomini in passato. Eppure, questo gigante dal volto efebico e dalla chioma bionda e riccioluta le metteva addosso una strana inquietudine. Sembrava un bambinone ritardato.

  • Comunque dicevo, ti starai chiedendo perché mi sono rivolto alla vostra agenzia. Come mai sono disposto a pagare tutti questi soldi…

La ragazza lo guardò con aria perplessa, in effetti stava quasi per rispondere, ma il ragazzo della biancheria intima non le diede manco il tempo.

  • Beh il fatto è che certe volte mi piace farlo in un modo particolare, e non tutte le ragazze sono disposte a farlo, cioè adesso non pensare che sono uno di quei pervertiti a cui piace farsi pisciare addosso o cacare in bocca, ne ho conosciuta di gente così,  uno una volta mi ha perfino staccato un assegno di xxx dollari per farlo, ovviamente l’ho mandato al diavolo… né tantomeno sono uno di quei bestioni violenti a cui piace picchiare le donne, niente affatto, sono un bravo ragazzo io.  Uno psicologo una volta mi ha detto che la mia è una malattia, ma si vedeva che era un frocione del cazzo e io l’ho mandato subito al diavolo. Il mio agente mi ha detto che gli psicologi non servono a niente, che nessuno sano di mente ci andrebbe più. Vedi a me piace … Ecco quello che vorrei è solo ehm, come dire … che tu fingessi di essere morta. Come vedi niente di speciale, sono sicuro che ti sarai trovata già in una situazione simile. Basta che segui le mie indicazioni.

La ragazza si spogliò e poi si stese in posizione orizzontale sul letto.  Il ragazzo le si avvicinò con una grossa trousse per il trucco e incominciò a passare un fondo tinta ceruleo su tutto il suo corpo. La ragazza immobile contemplava la macchia sul soffitto mentre veniva preparata. La macchia aveva la stessa forma di un gufo.

  • Prima che la mia carriera decollasse – riprese il ragazzo senza smettere di passarle il trucco sul corpo – avevo una ragazza. Si chiamava Sarah. È stato l’ultimo grande amore della mia vita. Non ho mai amato nessuno come lei in vita mia. Io mi ero appena trasferito a Roma e facevo i primi passi nel mondo della moda. Lei studiava medicina, adesso è una ginecologa di tutto rispetto. Ci eravamo conosciuti ad una festa di un ricchione dei Parioli che nessuno dei due conosceva bene, ma che dava sempre grandi Party sulla sua terrazza.  Sai com’è in questo lavoro sono molto importanti le public relation. Devi farti vedere, devi esserci al momento giusto. C’era pure il mio agente ma ha passato praticamente tutto il tempo nel bagno a tirare cocaina. Dunque, io stavo lì imbambolato senza niente da fare. Mi guardavo intorno e non vedevo un’anima viva con cui parlare. Allora all’improvviso mi è venuta di nuovo quella tristezza.  Io cercavo di combatterla ma lei non se ne andava. Mi dicevo “andiamo non puoi fare la femminuccia pure a questa festa, andiamo controllati”.  Allora mi sono messo a fare lenti e grandi respiri, come mi avevano insegnato le truccatrici e sono riuscito un po’ a calmarmi. Ad un certo punto è apparsa lei.  Com’era bella.
  • Ciao mi fa, io sono Sarah. Piacere le rispondo, cercando di sembrare il più normale possibile.   Anche lei era dei Parioli ma di tutt’altra stoffa. Una ragazza semplice e educata, come non ne ho incontrate più in vita mia.

Eravamo lì entrambi abbastanza a disagio io con la mia tristezza che non se ne andava, lei sembrava una bambina perduta. Allora ci siamo messi a parlare un po’. Al principio era molto timida e chiusa poi al secondo martini ha incominciato a parlare, ed io so essere un grande ascoltatore. Cioè con me le persone si aprono. Capiscono che sono un ragazzo semplice e empatico. Io so mettere la gente a suo agio, è uno dei miei più grandi pregi. Me lo dice pure il mio agente. E così abbiamo parlato per tutta la nottata. Mi ha raccontato la storia della sua vita. Il padre era un grande medico, con tanto di studio avviato e via di seguito. Ma una persona molto rigida e severa. Lei ha sempre avuto la passione per l’arte, le piacevano i pittori, aspetta come si chiamano, i pittori impressionisti, soprattutto uno, adesso non mi viene, quello che stava sempre a disegnare le foglie. Ma sto padre bastardo le ha detto che con la storia dell’arte non si faceva niente e quindi l’aveva costretta a fare medicina. Lei non l’aveva presa bene, ma alla fine l’aveva accettato, allora era al secondo anno. Io le ho detto subito che ero nel mondo dell’arte e che ero un indossatore e la cosa l’ha subito intrigata. Così, una cosa tira l’altra, ci siamo scambiati il numero di telefono e poi abbiamo cominciato a frequentarci. Non ho mai conosciuto una ragazza così intelligente e sensibile. Mi dava consigli su tutto: come vestire, cosa leggere, è stata lei a farmi leggere Siddharta. Lei era molto appassionata anche di cinema quindi ci andavamo almeno una volta a settimana. Lei mi ha fatto conoscere registi come Abel Ferrara, come Ferruccio Miranda, David Lynch. Facevamo lunghe passeggiate sul Tevere e lei mi parlava di tutto e io l’ascoltavo e tutto era bellissimo. L’unico problema era il sesso. A me non mi veniva duro. Lei cercava di tranquillizzarmi, ma non bastava.

 Allora un giorno le ho chiesto quello che ti sto chiedendo adesso. Considera che eravamo molto innamorati e lei ha acconsentito. Però dopo che l’abbiamo fatto, non ha voluto più vedermi. L’ho chiamata per mesi, le mandavo mazzi di fiori, scatole di cioccolatini, per un po’ mi sono pure appostato sotto casa sua.  Le ho chiesto varie volte l’amicizia su Facebook ma lei me l’ha sempre rifiutata.

La ragazza era sotto le lenzuola completamente nuda e immobile. Aveva le labbra di un colore violaceo e il corpo completamente ricoperto di cerone bianco. Il ragazzo si tolse la camicia, esibendo pettorali scolpiti e addominali perfetti. Poi si tolse i pantaloni ed infine i boxer. A questo punto sollevò il lenzuolo e infilò il preservativo ed entrò dentro di lei.

Lei restava immobile. Lui a questo punto la penetrò fece due movimenti col bacino e poi venne lanciando un grosso grugnito.